Il patrimonio archeologico italiano,
ma non solo, è quotidianamente
sottoposto a violazioni di ogni genere
e ad un depauperamento continuo e logorante.
Il caso Getty, ad esempio, ha sollevato
il coperchio su una situazione allarmante,
ove colossi come il Getty Museum di Malibu
o lo stesso Metropolitan di New York hanno
per diverso tempo acquistato, consapevolmente,
reperti archeologici di altissimo valore
esportati illegalmente dal nostro Paese,
andando così a foraggiare ancora
di più la già fortemente
radicata ed endemica pratica dello sventramento
delle tombe e delle strutture antiche.A
tutto ciò si è aggiunta
la possibilità di vendere materiali
archeologici sulle aste on-line, ci si
può ben rendere conto quindi di
quanto possano essere grandi le dimensioni
del problema. Ma non è tutto, purtroppo.
Un altro fronte da cui partono numerosi
attacchi, forse ancor più letali,
? quello amministrativo. Sta prendendo
sempre più piede ad esempio la
tendenza a costruire mega-parcheggi interrati
nelle piazze dei centri storici delle
città, mettendo in serio pericolo
le strutture archeologiche (nella gran
parte dei casi mai esplorate). Tutto questo
all’inseguimento di una malintesa
concezione di mobilità pubblica.
A questo vanno ad aggiungersi tutta una
miriade di problematiche locali, come
permessi concessi dai Comuni per costruire
strutture turistiche abbattendo rovine
antiche, anfiteatri e tratti di basolato
in condizioni di degrado oppure strutture
antiche danneggiate per renderle “adatte”
ad ospitare spettacoli moderni. Il tutto,
? bene precisarlo, in un periodo in cui
il Ministero dei Beni Culturali soffre
di una cronica carenza di fondi, che rende
difficile anche procedere alle opere di
ordinaria amministrazione.
Le suddette situazioni vengono poste
in essere in un contesto di assoluto silenzio
mediatico (persino per il caso Getty),
tenendo troppo spesso l’opinione
pubblica all’oscuro di quanto accade,
fattore che non concorre di certo ad una
efficace salvaguardia del patrimonio.
Tuttavia esistono numerosi giornalisti
che hanno la sensibilit? di scrivere,
nella gran parte dei casi nella stampa
locale, in merito ai disastri che sono
costretti ad assistere. Si tratta tuttavia?di
interventi per forza di cose puntuali
e comunque di non facile reperibilit?.
Che fare dunque? L’Associazione
POMERIVM ha curato la creazione di Pharus,
un osservatorio archeologico on-line,
proprio per supplire a questa grave carenza
informativa e comunicativa.
Ci proponiamo quindi di proporre in modo
ordinato e intuitivo un elenco il pi?
possibile dettagliato dei numerosi abusi
compiuti, in corso d’opera e previsti,
per quanto riguarda l’intero territorio
nazionale, e non solo. Raccoglieremo contributi
dalla stampa e da tutte le altri fonti
disponibili?caso per?caso in modo tale
che chiunque, semplice cittadino, giornalista
o (perch? no) amministratore pubblico,
possa venire a conoscenza facilmente e
velocemente di un problema. Confidiamo
inoltre nell’intervento dei cittadini,
molto spesso baluardo della tutela, a
cui chiediamo di inviarci segnalazioni
di eventuali situazioni di pericolo riscontrate
da loro stessi, e saranno sicuramente
gradite in tal caso anche eventuali immagini.
Parallelamente alla crescita dell’Osservatorio
cercheremo quindi contatti con altri enti
ed associazioni operanti nel campo (PatrimonioSOS,
Italia Nostra, FAI, gruppi locali) per
concordare eventuali iniziative comuni
e, nei casi pi? gravi e documentati, contatteremo
direttamente il Nucleo Tutela Patrimonio
Culturale dei Carabinieri.