Archivi

Non un luogo, ma il luogo

Anno 548 a.U.c. “… i Romani erano tutti animati dalla speranza che in quell’anno il conflitto si sarebbe deciso in Africa e la guerra punica avrebbe avuto fine. Questa certezza aveva riempito di vane superstizioni gli animi che erano perciò proclivi ad annunciare prodigi e a prestarvi fede. Se ne divulgavano parecchi: si raccontava che erano stati visti due soli e che durante la notte era brillata la luce; a Sezia si era vista una meteora luminosa stendersi da oriente ad occidente; a Terracina e ad Agnani la porta e in molti punti il muro erano stati colpiti dal fulmine; a Lanuvio nel tempio di Giunone Sospita si era udito uno strepito accompagnato da un terribile fragore. Per espiare questi prodigi fu celebrato per un sol giorno un rito solenne; si celebrò anche un novendiale poiché dal cielo erano piovute pietre.” (T.Livio – Storia di Roma – XXVIII, 14, 2-5).

 

Così Tito Livio racconta gli accadimenti di quei giorni che spinsero i Romani a cercare la risposta alla domanda più insistente: cosa vogliono che si faccia gli dei per porre fine a questo pericolo?

Questi segni divini reclamavano la massima attenzione ed inoltre, sebbene Hannibal ad portas fosse oramai lontano undici anni, la gran paura del nemico punico era ancora viva.

La risposta venne dai libri Sibillini: per salvare Roma era necessario che la madre degli dei fosse portata nell’Urbe e che ad attenderla ci fosse il Vir Optimus. L’individuazione degli oggetti della profezia fu pressoché immediata: la madre degli dei, la grande madre Cibele, era rappresentata da una pietra nera di forma conica conservata a Pessinunte, in Frigia; si trattava con tutta probabilità di un meteorite, la cui forma e colore sono tipici di quei frammenti stellari che entrano a grandissima velocità nell’atmosfera terrestre. Il Vir Optimus, il miglior uomo in circolazione, fu scelto tra le fila della gioventù patrizia nella persona di P. Cornelio Scipione Nasica. Il vaglio della gens Cornelia fu ovvio e Nasica ebbe la meglio sul più illustre Africano, forse per la sua giovane età; nel culto di Cibele appare infatti la figura di Attys, giovane amante della dea, e questo dettaglio fece apparire tale soluzione come la più appropriata.

Il culto della Grande Madre, della Terra e della sua fecondità, è ritenuto uno dei più antichi dell’umanità, presente in varie forme in tutti i popoli sin dai loro albori: Cibele, Rhea, Gaia o ancora Demetra (che sembra non essere altro che una corruzione del termine deum mater) e Cerere sono tutti nomi con cui era conosciuta. I Romani la chiamarono anche Mater Deum Magna Idaea, la grande madre degli dei del Monte Ida (dove le leggende sulla dea avevano avuto teatro), o semplicemente Magna Mater.

La giurisdizione del santuario di Pessinunte competeva a re Attalo di Pergamo, amico ed alleato del popolo romano. Viene preparata un’ambasceria con la missione di richiedere e prelevare il simulacro della dea e di portarlo a Roma. Cinque giovani della nobiltà patrizia e della cerchia plebea fanno parte del gruppo; Tito Livio non si sofferma sulla modalità di richiesta degli oggetti, ma è facile pensare che l’impresa non fu difficile. Fatto sta che il 4 Aprile dello stesso anno la pietra fa il suo arrivo ad Ostia, quindi sale su per il Tevere fino alla confluenza con l’Almone, fiumiciattolo poi assurto d’importanza per le cerimonie annuali legate al culto di Cibele a Roma. Gli oggetti sacri vengono posti nel tempio della Vittoria, sull’altura del Germalus che accoglie già molti luoghi sacri. Rimarranno lì per tredici anni, fintanto che non fosse disponibile un nuovo santuario. E questo nuovo tempio sarebbe sorto a pochi passi dall’Aedes Victoriae.

Perché proprio in quel luogo? Perché il simbolo di un culto straniero viene accolto e posto nel sancta sanctorum che quell’altura del Palatino rappresenta?

Dopo l’inaugurazione dell’Aedes Magnae Matris del 191 a.C., si registra un primo incendio nel 111, dovuto a cause dolose per i tumulti popolari scoppiati come rimostranza per i rituali lascivi, non visti di buon grado dai costumi morigerati del tempo. Erano infatti stati introdotti a Roma come danze sfrenate, riti orgiastici, evirazioni pubbliche. Dopo un secondo incendio, nel 3 d.C., Augusto decise di dare un giro di vite alla questione: a nessun cittadino romano fu permesso di entrare nella schiera dei Galli, i sacerdoti di Cibele; la Magna Mater venne elevata a divinità salutaris, necessaria per la “salute” dell’Urbs; il suo culto divenne religione ufficiale dello Stato, primo caso assoluto per una divinità straniera.

Il piano di Augusto è semplice (sappiamo anche di altri interventi come la meridiana del Campo Marzio), e svela la risposta alla precedente domanda: dare lustro alla sua figura e a quella della Gens Iulia, rimarcando il proprio legame divino attraverso la stirpe troiana di discendenza venusiana.

Ed ecco che la venerazione della Magna Mater non si rivolge ad una divinità straniera, ma ad una più che mai Romana in quanto legata a Ilio. La sua localizzazione nel sancta sanctorum non è quindi errata o casuale ma del tutto idonea. Nessuno due secoli prima si era sorpreso quando Cibele fu accolta là.

 

Ed ecco perché si trova lì, tra la casa di Romolo, il Lupercal, l’antro della Lupa e di Faustolo, e le Scalae Caci, che avrebbero condotto all’abitazione del mitico gigante Caco, anch’esso ricordato nell’epopea virgiliana.  Augusto stesso e sua moglie Livia andarono ad abitare in quella zona. Inoltre il prospiciente tempio della Vittoria fu inaugurato un primo di Agosto (Augusto).

Il tempio si presenta oggi come un gigantesco blocco in calcestruzzo sormontato da un gruppo di lecci, cresciuti lì da secoli. Si trova sul bordo del dirupo, lato sud ovest del colle, quello che si affaccia sulla sottostante Valle Murcia. Oltre al parallelepipedo poco rimane: frammenti di colonne provenienti dalla facciata esastilo, scalini di accesso al podio, vascone cerimoniale a latere, e poco altro. L’aspetto originario è splendidamente raffigurato su di un bassorilievo custodito a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia. Tranne che per brevi descrizioni tramandateci dagli storici, non c’è molto altro che si possa dire sul Santuario.

Si può però affermare ormai con certezza che si tratta del tempio della Magna Mater. In primis per la grandiosa statua acefala di Cibele ritrovata nei paraggi durante prime perlustrazioni del colle; oggi quella statua della dea assisa sul trono si trova a poche decine di metri, nell’antiquarium Palatino. La prova decisiva fu però il ritrovamento di un cippo con le iniziali MDMI (Mater Deum Magna Idaea), presenti spesso sulle raffigurazioni di Cibele.

Dopo il periodo d’oro descritto, per il tempio iniziò un lungo declino, tanto che ospitò tra le sue mura anche delle botteghe e dei magazzini durante gli anni scuri dell’Evo medio. Lo stesso culto della Magna Mater si perse seguendo le vicissitudini degli altri culti politeisti.

Riscoprire e divulgare i valori di quell’età a noi sì cara può facilmente immedesimarsi in questa scommessa: dare lustro ad un monumento che ai nostri occhi di cittadini del XXI secolo perde terreno, quando non rimane addirittura sulla linea di partenza, nella corsa con le altre più blasonate rovine romane.

le celebrazione per il 2765°anniversario della fondazione dell’Urbe

L’Associazione culturale Pomerium è lieta di invitarvi a Roma dal 14 al 22 Aprile per celebrare insieme il 2765°anniversario della fondazione dell’Urbe.

Come ogni anno si organizzano visite, escursioni ed eventi in prossimità della ricorrenza della fondazione di Roma, un’eccezionale occasione per incontrarci e godere delle meraviglie di Roma Antica. E come sempre vi offriamo la possibilità di scoprire itinerari nuovi e poco conosciuti. Quest’anno un piacevole prologo con la visita al complesso archeologico di Santa Croce in Gerusalemme del sabato precedente.

Coloro che vogliono partecipare ad uno o a più appuntamenti (tra il seguenti), sono pregati di comunicare la propria adesione a info@pomerium.org o chiamando il numero 342.1437822. Sarà possibile avere informazioni e assistenza nella permanenza a Roma.

Di seguito il programma degli appuntamenti (sono gratuiti per tutti laddove non diversamente specificato), partecipate numerosi!!!

Programma

     Sabato 14 aprile 2012

1 – Visita guidata all’area archeologica di S.Croce in Gerusalemme: Mura Aureliane, il Circo Variano, il palazzo imperiale, l’anfiteatro Castrense e domus

(appuntamento ore 9.45 all’ingresso della basilica di Santa Croce in Gerusalemme nell’omonima piazza)

Il comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme comprende una serie di monumenti antichi inclusi tra le Mura Aureliane, la Piazza di Santa Croce in Gerusalemme e la via Eleniana. Nel corso della visita sarà possibile visitare i resti della residenza imperiale dei Severi, composta da vari nuclei monumentali e circondati da un ampio giardino e da un anfiteatro: l’unico conservato a Roma oltre al Colosseo. Nell’area archeologica si può inoltre visitare il Circo Variano, di cui sono visibili alcuni ambienti di sostegno della cavea e l’inglobamento dell’Acquedotto Claudio nel circuito delle Mura Aureliane.  Del palazzo imperiale, ampliato nel IV secolo d.C., rimane parte del muro e dell’imponente abside che costituivano la basilica civile, detta “Tempio di Venere e Cupidine” e alcune domus; mentre la trasformazione di una parte dell’atrio monumentale del palazzo fu all’origine del primo impianto della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

(altre informazioni su http://www.touringclub.com/chiesa/lazio/roma/s-croce-in-gerusalemme.aspx).

Nell’ambito della visita organizzata e guidata dal Touring Club abbiamo a disposizione 10 posti; costo della visita con guida 11 €. Visto il numero limitato di posti è necessario prenotare la propria partecipazione e, per i non soci, versare un anticipo entro sabato 7 aprile, a info@pomerium.org

 

     Venerdì 20 aprile 2012

1 – Visita guidata ai complessi funerari del Parco degli Scipioni: il sepolcro degli Scipioni e il colombario di Pomponio Hylas

(appuntamento ore 14.45 all’ingresso del sepolcro degli Scipioni in Via di Porta San Sebastiano, 9)

Sin dal XVII secolo l’area risulta caratterizzata da vigne ed orti disposti verso la via Latina. Al 1614 risale la prima scoperta moderna del sepolcro degli Scipioni, ramo della celebre famiglia dei Cornelii, realizzato agli inizi del III sec. a. C. dal console Lucio Cornelio Scipione Barbato, il cui sarcofago, ornato da fregi dorici e con iscrizione in versi saturni, si trova ai Musei Vaticani. Si tornò a scavarlo nel 1780, mentre l’area circostante, che manteneva la sua vocazione agricola, passando di proprietà in proprietà, restituiva in successione altre significative testimonianze di epoca romana. Nel 1831 infatti il marchese Pietro Campana scopriva il colombario di Pomponio Hylas, con mosaici e affreschi, databile al I sec. d.C., e a partire dal 1840 nell’attigua Vigna Codini venivano messi in luce tre colombari, con belle decorazioni a stucchi e pitture, pure databili al I sec. d.C.

(altre informazioni su http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/ville_e_parchi_storici/passeggiate_parchi_e_giardini/parco_degli_scipioni).

 

Costo della visita con guida: 7 € per i soci Pomerium; 11€ per gli altri. I posti per la visita sono limitati a 12: è necessario prenotare a propria partecipazione e, per i non soci, versare un anticipo entro sabato 14 aprile, a info@pomerium.org

 

Sabato 21 aprile 2012

1 – Assemblea ordinaria annuale dei soci di Pomerium

(appuntamento ore 10.00 presso Federalberghi Roma, Corso d’Italia n. 19)

L’ordine del giorno sarà disponibile entro qualche giorno sul sito www.pomerium.org ed inviato singolarmente ai soci.

 

2 – Visita ai Musei Capitolini e alla mostra Lux  in Arcana (appuntamento ore 15.15 presso la statua equestre del Marco Aurelio in piazza del Campidoglio; ingresso con guida € 10,00).

All’interno dei Musei Capitolini, ad ingresso gratuito in occasione della settimana della cultura, la mostra “Lux in arcana. L’archivio segreto vaticano si rivela“. Ci mancava di inaugurare una mostra con questo titolo, proprio mentre dagli uffici vaticani scappano via già per conto loro tante carte che dovrebbero restar riservate. Ma la realtà supera la fantasia. Ed ecco che il primo a visitare la mostra in forma privata, prima ancora che fosse aperta al pubblico nel pomeriggio del 29 febbraio sul colle del Campidoglio, è stato proprio quel cardinal Tarcisio Bertone che è il più maltrattato – non senza sua colpa – dagli svolazzi delle carte vaticane in fuga. Perché a leggere la presentazione che “L’Osservatore Romano” ha dato della mostra, il pensiero va dritto a testi di confezione non solo vetusta, ma recentissima: “contesto nebuloso oppure oscuro…”, “realtà misteriosa perché sconosciuta…”, “conoscenza preclusa alla maggior parte delle persone…”, “lacci di faldoni da sciogliere…”, “romanzati ambientamenti…”, “documenti segreti per la prima volta fuori dai confini vaticani…”.

Il tutto nel solito ed incomparabile sito dei Musei Capitolini, il principale museo civico comunale di Roma contenente, tra le altre, opere del calibro della Lupa Capitolina, del Marco Aurelio nonché le fondazioni del tempio di Giove Ottimo Massimo.

(ulteriori informazioni su http://www.luxinarcana.org/).

3 – Cena sociale dei partecipanti alle celebrazioni del Dies Natalis

appuntamento ore 20.15 in Via Giovanni Branca 98, nel quartiere di Testaccio (http://www.info.roma.it/link_di_roma_dettaglio.asp?ID_servizi=2291)

Domenica 22 aprile 2012

1 – Parata storica ai Fori Imperiali

(appuntamento ore 10,00, all’angolo tra Via di San Gregorio e Via dei Cerchi)

Ormai tradizionale appuntamento per assistere alla parata organizzata dal Gruppo Storico Romano a cui partecipano numerosi gruppi rievocativi per celebrare la nascita di Roma.

(ulteriori informazioni su http://www.natalidiroma.it/2011/programma.html)

Le Idi di Marzo

Giovedì 15 marzo 2012 rievocazione dell’uccisione di Giulio Cesare presso l’Area Sacra di Largo di Torre Argentina a Roma.
Era il 15 marzo del 44 a.C. quando Giulio Cesare venne assassinato, all’interno della Curia Pompeiana, da un gruppo di senatori congiurati guidato da Bruto.

Dopo 2.056 anni il Gruppo Storico Romano, con i suoi soci in costume, rievocherà i tragici episodi che portarono alla morte del grande generale.

La rappresentazione sarà incentrata su tre scene.

Nella prima, Marco Antonio, Catone, Cicerone, senatori  e tribuni della plebe saranno i protagonisti della riunione del Senato al termine della quale Cesare venne dichiarato nemico pubblico di Roma, qualora non avesse sciolto le sue legioni prima di far ritorno nell’Urbe.

La seconda riproporrà inizialmente l’arrivo di Cesare presso la Curia e l’incontro con l’aruspice Spurinna, il quale lo aveva ammonito con la famosa frase: “Cesare, guardati dalle Idi di Marzo!”. Entrato nella Curia Giulio Cesare verrà attorniato dai cospiratori, che lo colpiranno con ventitre coltellate uccidendolo.

La terza e ultima scena sarà incentrata sull’orazione di Marco Antonio durante il funerale di Cesare, nel Foro Romano, e che milleottocento anni dopo fu riscritta dal famoso poeta William Shakespeare nella sua celebre opera.

L’evento che terminerà con la deposizione, a cura della IV Cohors Praetoria del Gruppo Storico Romano, di una corona di alloro in prossimità del luogo dove fu ucciso Giulio Cesare , è ad ingresso libero e avrà inizio giovedì 15 marzo alle ore 16.30 presso Largo di Torre Argentina in Roma.

L’iniziativa è a cura del Gruppo Storico Romano con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale.

I Borghese e l’antico: mostra alla Galleria Borghese

Statua dell'Ermafrodito dormiente, copia romana del I sec. a.C.

Fino al 9 aprile 2012 è possibile visitare la straordinaria mostra allestita presso la Galleria Borghese. “I Borghese e l’antico” voluta dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma, con la collaborazione eccezionale del Museo del Louvre, riunisce e raccoglie nella loro sede originaria i più importanti capolavori dell’arte antica appartenuti alla Collezione Borghese, oggi nucleo essenziale della raccolta di antichità del Museo del Louvre di Parigi.

Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.romeguide.it/mostre/iborgheseelantico/iborgheseelantico.html

Martedi 31 gennaio: il convegno su Ethos repubblicano e Cesarismo alla Camera dei Deputati

L’associazione è lieta di invitarvi al convegno su “Ethos repubblicano e Cesarismo – etica e socializzazione politica fra mondo antico e moderno”, a cura dell’associazione Civis romanus, che si terrà in data 31 gennaio 2012 alle ore 14.00 presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.

L’appuntamento con noi è davanti l’ingresso della Sala delle Colonne alle ore 13.45 in Via Poli 19 (traversa di Via del Tritone, nei presso di Piazza San Silvestro).

Siete pregati di prenotare la partecipazione  scrivendo a info@pomerium.org o chiamando il 342.1437842 entro e non oltre il 25 p.v.

Di seguito il programma.

continua a leggere

Giovedi 10 Novembre: la Basilica Ulpia nei sotterranei della Fondazione Fendi

L’Associazione culturale Pomerium  è lieta di invitarvi giovedì 10 novembre ad una visita in nostra compagnia alla fondazione Fendi in Foro Traiano 1.

Palazzo Roccagiovine, presso il quale è situata una delle sedi della Fondazione Alda Fendi Esperimenti, sorge nel cuore del Foro Traiano, sull’area corrispondente ad una porzione della Basilica Ulpia. Originariamente, questo imponente edificio, la più grande basilica mai costruita a Roma, sbarrava il fondo della piazza del Foro Traiano, precedendo le due biblioteche greca e latina. Durante i lavori di ristrutturazione di questa sede, sono emersi alcuni importanti reperti: frammenti architettonici e marmi policromi appartenenti alla pavimentazione originale della Basilica, che consentono di avanzare definitivamente un’ipotesi ricostruttiva del monumento. La Fondazione ha provveduto al finanziamento delle operazioni di recupero, condotte con la soprintendenza Archeologica di Roma. All’interno di Foro Traiano 1, un sofisticato sistema di lenti di ingrandimento manipola lo sguardo del visitatore, stabilendo un rapporto privilegiato con la colonna Traiana, mentre in un taglio lungo e sottile praticato nel pavimento, scorre un’altra lente che consente ai due livelli sui quali si sviluppa il sito, di interagire. Il Piano inferiore ospita un prezioso antiquarium: i visitatori potranno osservarne direttamente la porzione più vasta e meglio conservata della pavimentazione marmorea, oltre alle colonne e alle parti superstiti della monumentale trabeazione della Basilica Ulpia. 

(informazioni da: http://www.fondazionealdafendi.it/galleria.html)

L’appuntamento è per le ore  12.50 davanti alla Colonna Traiana (adiacente a Piazza Venezia).

Visto il poco tempo di preavviso e l’orario inconsueto si prega di avvertire preventivamente della propria partecipazione a info@pomerium.org o al 342.1437822. La visita è gratuita (al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti – almeno 5 -  potremmo accordarci per una guida a fronte di un piccolo contributo)

Vi aspettiamo!